martedì 13 ottobre 2015

Intervista di Eiichiro Oda al Ghibli Magazine

martedì 13 ottobre 2015
Salve ragazzi! :D
Vista la pausa di ONE PIECE, vi portiamo un'interessante intervista al Maestro Oda, così da poter allietare la settimana di "astinenza". XD
Si tratta di un'intervista rilasciata nel 2014 al Ghibli Magazine, in cui Odacchi si concentra sul suo approccio alla trama dei manga.

Sono stato alla mostra "Schiaccianoci e il re dei topi" di Hayao Miyazaki. Ero felicissimo di vedere arte nuova e farmi trasportare in un mondo nuovo.

Un’opera speciale che unisce passato e futuro è esattamente lo "ONE PIECE" che sto realizzando.

Sono un fan di Hayao Miyazaki, è bellissimo vedere i suoi disegni, quindi ero molto soddisfatto una volta visitata la mostra.

Quando ero piccolo, la maggior parte delle serie del Weekly Shōnen Jump non erano molto coerenti in termini di trama. Ai mangaka e ai lettori importava solo dell’intrattenimento, senza tener conto della coerenza delle storie. Detto questo, quando diventai mangaka, volevo che la mia storia fosse chiara e coerente. Oggigiorno, i lettori sono puntigliosi. Sembra che il trend sia che i lettori sono ritenuti migliori quanto più sono attenti ai dettagli. Forse è perché gli adulti hanno iniziato a leggere ciò che originariamente era per ragazzi.

I mangaka hanno iniziato a organizzare i contenuti perché ricercavano l’approvazione di quei lettori adulti. C’è questa regola inesistente della scrittura secondo la quale una storia deve essere del tutto coerente e deve contenere prefigurazioni (in una storia, contenuti o forme che preannunciano sviluppi cronologicamente successivi, ndt). Invece è l’immaginazione libera che dovrebbe essere usata, è quella che fa felici i lettori.

Al momento sto disegnando la storia di un soldatino giocattolo. Parlando di giocattoli, l’impressione comune è che un giorno si romperanno. E a differenza degli umani, non guariranno. E di solito non li si aggiusta. Questo tipo di sentimento illusorio non è male.

Ho iniziato a disegnare anche con l’immaginazione. Questa volta (Dressrosa), per prima cosa ho disegnato una scena dove il Soldatino e una bambina camminano tenendosi per mano. Tutto il resto è scaturito da questo punto. La mia idea dei soldati, parlando schiettamente, è che sono dei morti. Disegnare una bambina a fianco del Soldatino lo fa sentire vivo.

Le ragazze di solito sono più fragili e bisognose, questo è sicuro. Ne sono ancora più sicuro quando penso a mia figlia. L’impatto dell’ambiente è significativo. Non potevo pensare di disegnare una storia genitore-figlio prima di sposarmi.

C’è un personaggio femminile, Nico Robin, e mentre disegnavo questo tipo di storia con lei, sono rimasto spiazzato perché era la prima volta che disegnavo una storia genitore-figlio. Fino ad allora, non avevo mai pensato di disegnare qualcosa di simile. Quando mi guardo attorno, mia moglie è lì, mia figlia è li, non riesco a ricordare quando la mia idea di genitore-figlio si è spostata dai miei genitori a mia moglie e mia figlia.

Per quanto riguarda i manga, può capitare che la storia di qualcuno sia la ripetizione di un’altra completamente sconosciuta. Con serializzazioni lunghe, la probabilità che accada è maggiore.

Ci saranno delle motivazioni simili nella mente dei mangaka che li spingono a inserire fatti di cronaca, contesti storici o i propri pensieri nei loro manga. Ovviamente io lo do per scontato, ma influenza anche la società. Quando c’è una depressione/recessione, sono più popolari i manga dal tono ottimista. È sempre facile accettare cose che vanno nella direzione opposta rispetto all’epoca corrente. È quando mi sento depresso che preferisco esplorare un incredibile mondo ideale.

Vorrei dire un’ultima cosa ad Hayao Miyazaki: qualsiasi strada sceglierai, spero che continuerai a disegnare, mi piacerebbe molto vedere le tue opere.”

1 Commenti Pirateschi:

Luca Massolino ha detto...

Ho letto solo ora le parole del Sensei. Grande. Mi è piaciuta un sacco la spiegazione del rapporto soldatino-Rebecca ed il fatto per cui diventando genitori cambiano certi punti di vista. Grande Oda.
E grazie per la traduzione.